Animali in Antartide

Temperature sotto lo zero, mesi di oscurità e alcuni dei venti più forti sulla Terra. Davvero degli animali riescono ad abitare questa terra ostile?

Nonostante i molti elementi avversi, l’Antartide pullula di vita. Ospita miliardi di krill, milioni di foche e più pinguini che nel resto del pianeta.

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In questo articolo vogliamo presentarti alcuni tra gli animali che vivono il continente antartico e che potrai vedere durante la tua crociera.

Scoprirai che avrai bisogno di un’ottima macchina fotografica e di un binocolo per immortalare e osservare bene tutti gli animali che incroceranno il tuo cammino in Antartide: eccoti una guida su cosa devi portare in Antartide, incluso apparecchi elettronici.

Pinguini

Tra gli animali che vivono al polo sud, senza dubbio i pinguini sono gli animali che creano più aspettative ai turisti che si avventurano fino al settimo continente. E non tradiscono, visto che otto specie sulle diciotto presenti al mondo sono in Antartide e nelle isole sub-antartiche.

Questi uccelli marini incapaci di volare hanno una doppia vita: goffi sulla terraferma, sono nuotatori straordinari. Hanno corpi aerodinamici, usano le pinne come ali per la propulsione e i piedi per tenere la rotta. Rimarrai estasiato quando li vedrai sfrecciare di fianco alla nave, saltando fuori dall’acqua.

I pinguini si nutrono in mare e stanno a terra per riposare, riprodursi e sostituire le piume durante la muta annuale.

Eccoti alcune delle specie di pinguino più popolari in Antartide. Per la classificazione IUCN fai riferimento a questa pagina di spiegazione.

Pinguino imperatore (Emperor penguin)

La più grande specie di pinguino del pianeta, si tratta anche di quello che vive più a sud di tutti.

una colonia di pinguini imperatore

Info in breve
Nome scientifico: Aptenodytes forsteri
Altezza media: 110-130 cm
Peso: da 22 a 45 kg
Vita media: 15-20 anni
Categoria IUCN: quasi minacciato

Mentre la maggior parte dei pinguini migra a nord per l’inverno, gli emperor penguin si dirigono a sud, fino a 200 km dalla costa. Nel periodo della riproduzione i pinguini imperatori possono resistere a temperature che scendono fino ai -50°C con raffiche di vento fino a 200 km/h.

Gli esemplari si riuniscono in ammassi molto densi che creano così tanto calore che quelli che si trovano al centro possono godere di temperature che arrivano fino ai 37°C, nonostante l’aria gelida all’esterno del gruppo.

I pinguini imperatore si nutrono principalmente di pesci, krill e calamari. Sono abili nuotatori e riescono a raggiungere alcune tra le acque più fredde e pescose della terra. È infatti stata registrata un’immersione fino a più di 550 metri, raggiunta grazie alla capacità di rimanere sott’acqua fino a 20 minuti.

Sebbene i pinguini imperatori non possano volare, possono saltare fino a tre metri. Lo fanno immergendosi in profondità e riempiendo le loro piume con uno strato di bolle, che li aiuta a lanciarsi in aria e saltare sul ghiaccio!

Se vuoi saperne di più sul pinguino imperatore, c’è un bellissimo documentario chiamato La marcia dei pinguini da vedere. Eccoti il trailer:

Pinguino di Adelia (Adélie’s penguin)

La specie di pinguino più piccola dell’Antartide

una colonia di pinguini di Adelia

Info in breve
Nome scientifico: Pygoscelis adeliae
Altezza media: 45-70 cm
Peso: da 3,5 a 6 kg
Vita media: 10-20 anni
Categoria IUCN: quasi minacciato

Riconoscibili facilmente per la colorazione bianca e nera che ricorda uno smoking, hanno come altra caratteristica peculiare quella di avere un anello bianco intorno agli occhi.

Come i pinguini imperatore, anche quelli di Adelia vivono e si riproducono esclusivamente nelle regioni polari. Tuttavia i pinguini di Adelia assomigliano molto di più ai gentoo e chinstrap.

Le colonie si trovano sulle poche coste rocciose del continente, dove costruiscono nidi fatti di piccole pietre per tenere al riparo le uova e i cuccioli. I sassi sono usati anche come parte di un rituale di corteggiamento, con i maschi che li regalano alle femmine, spesso dopo averli rubati al vicino!

I pinguini di Adelia depongono due uova. I cuccioli lasciano il nido di pietre dopo un mese e si riuniscono insieme agli altri nuovi venuti in gruppi molto rumorosi. Dopo un altro paio di mesi spuntano le piume da adulto e sono pronti alla loro vita in mare.

La loro dieta si basa molto sul krill, rendendoli più vulnerabili al cambiamento climatico.

Pinguino Gentoo (Gentoo penguin)

Il pinguino più veloce sulla Terra, in grado di nuotare fino a 36 km/h

un pinguino gentoo

Info in breve
Nome scientifico: Pygoscelis papua
Altezza media: 50-90 cm
Peso: da 4,5 a 8,5 kg
Vita media: 15-20 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

I Gentoo sono una delle specie più comuni e si trovano in tutta la penisola antartica e in diverse isole sub-antartiche. I caratteristici becchi arancioni e le zampe color pesca danno un tocco di colore al cupo panorama antartico.

Anche loro cercano zone prive di ghiaccio per le loro colonie, costruendo nidi di pietre dove depongono due o tre uova. I pulcini nascono all’inizio dell’estate australe, quindi inizierai a vederli durante il tuo viaggio in Antartide dalla fine di dicembre. Viaggiano verso la fine della stagione a marzo, invece, li vedrai tentare i loro primi tuffi in cerca di cibo.

I pinguini Gentoo hanno una dieta più diversificata di quelli di Adelia. Mangiano in quantità simili krill, pesci e calamari, cosa che li rende più resilienti al riscaldamento delle acque antartiche.

Questi piccoli esemplari possono immergersi fino a 200m e rimanere sott’acqua fino a sette minuti nuotando ad alta velocità.

Pigoscelide antartico (Chinstrap penguin)

La specie di pinguino più numerosa dell’Antartide

tre pigoscelidi antartici o chinstrap penguins

Info in breve
Nome scientifico: Pygoscelis Antarcticus
Altezza media: 65-75 cm
Peso: da 3 a 5,5 kg
Vita media: 15-20 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

I chinstrap si trovano sulla penisola antartica e in molte isole antartiche e sub-antartiche. Nelle Isole Sandwich Australi si trova un’enorme colonia di circa 1,2 milioni di coppie riproduttive.

Il nome inglese “chinstrap” deriva dalla linea nera che hanno sotto il mento, che li rende allo stesso tempo eleganti e buffi.

I loro nidi si trovano sulle scogliere, spesso a picco sul mare e con un accesso al mare molto complicato. Ti chiederai come fanno ad arrivare fino a là con quel loro incedere sgraziato, ma vedrai che scalatori!

Anche i chinstrap depongono solitamente due uova che si schiudono tra dicembre e gennaio, con la maturità che arriva a marzo quando sono pronti per tuffarsi in acqua.

Come per tutti i pinguini, i loro predatori più spietati in mare sono le foche leopardo, mentre sulla terraferma molte grandi specie di uccello sono una minaccia per i pulcini che si allontanano troppo dai genitori.

Pinguino reale (King penguin)

Per dimensioni secondo solo al pinguino imperatore

pinguini reali nella Georgia del Sud

Info in breve
Nome scientifico: Aptenodytes patagonicus
Altezza media: 70-100 cm
Peso: da 9 a 18 kg
Vita media: 25 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

A volte confusi con i pinguini imperatori per i colori delle piume e le guance arancioni, in realtà questi pinguini non visitano l’Antartide, ma si fermano a temperature relativamente più moderate tra i 45° e i 55°S. Vivono infatti in colonie rumorose nelle isole sub-antartiche.

Si nutrono principalmente di pesci e calamari e tornano a riva per riprodursi. Nella Georgia del Sud si trovano colonie formate anche da 150 mila coppie riproduttive: puoi immaginare il chiasso dei loro richiami che servono per trovare il proprio partner.

Il pinguino reale ha un ciclo riproduttivo piuttosto lungo, di circa 13-16 mesi. Questo significa che possono avere un pulcino ogni due anni o al massimo due pulcini ogni tre anni. Come i pinguini imperatori, covano restando in piedi.

Foche

Le foche antartiche sono affascinanti e rappresentano sempre una sorpresa per i viaggiatori.

Questi mammiferi marini prosperano nelle fredde e pescose acque antartiche. Sono protette dalla Convenzione per la conservazione delle foche antartiche che mira a mantenerne la popolazione in uno stato di equilibrio.

Ecco alcune delle foche più comuni in Antartide.

Foca di Weddell (Weddell seal)

Il mammifero che nidifica più a sud sulla terra

cucciolo di foca di weddell

Info in breve
Nome scientifico: Leptonychotes weddellii
Lunghezza media: 2,5-3,5 m
Peso: da 400 a 600 kg
Vita media: 30 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

Le foche di Weddell non si allontanano mai troppo dal loro habitat, rimanendo sempre in un raggio di massimo 100 km.

Durante l’estate vedrai questi mammiferi che nuotano alla ricerca di piccoli pesci e crostacei da mangiare, non disdegnando a volte anche un pinguino. Si trascinano poi sul ghiaccio per riposare, per riprodursi e per la muta.

Durante l’inverno, invece, sono costretti a bucare il ghiaccio con i loro forti denti per avere una via d’accesso all’acqua marina e alle loro prede. Incredibilmente riescono a ritrovare il buco per uscire dall’acqua anche durante le 24 ore di buio nell’inverno più profondo. Con il tempo i loro denti si consumano e non riescono più a mantenere questi fori che tendono a chiudersi nuovamente per congelamento. Si crede che questa sia una comune causa di mortalità della specie.

Le foche di Weddell sono abili nuotatori. Si immergono fino a 700 m di profondità e possono rimanere sott’acqua anche per 80 minuti.

Il loro richiamo molto particolare è stato descritto da alcuni come un’astronave fantascientifica e accostato a un possibile richiamo di una civiltà aliena.

Foca mangiagranchi (Crabeater seal)

La specie di foca più comune al mondo

cucciolo di foca mangiagranchi

Info in breve
Nome scientifico: Lobodon carcinophaga
Lunghezza media: 2,3 m
Peso: 200 kg
Vita media: 20-40 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

Con una popolazione di quasi 15 milioni di esemplari, le foche mangiagranchi sono la specie di foca più abbondante al mondo. Trascorrono la maggior parte della loro vita intorno alla banchisa che circonda l’Antartide, anche se alcune si sono perse e sono state avvistate fino in Australia.

La cosa più sorprendente della crabeater seal? Non mangiano granchi!

Il loro nome deriva in realtà dalla parola tedesca krebs che comprende granchi, gamberi e crostacei. Le foche mangiagranchi infatti sono la specie che più mangia il krill.

Le crabeater vivono quasi sempre in piccoli gruppi, anche se ci sono stati avvistamenti di quasi mille esemplari contemporaneamente.

Foca leopardo (leopard seal)

Si nutre anche di pinguini

foca leopardo su un iceberg

Info in breve
Nome scientifico: Hydrurga leptonyx
Lunghezza media: 2,4-3,5 m
Peso: da 200 a 600 kg
Vita media: 12-26 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

Si tratta della seconda foca più grande tra quelle antartiche.

Animale solitario e formidabile cacciatore, si nutre anche di altri mammiferi marini. La loro dieta comprende pesci, calamari, piccoli crostacei, pinguini e persino piccole foche. La natura le ha create apposta per cacciare, con un corpo snello che le fa nuotare fino a 40 km/h e le loro potenti mascelle in grado di afferrare saldamente la preda.

Nonostante questo, quasi la metà della dieta di una foca leopardo è composta da krill e piccoli crostacei che mangiano filtrando l’acqua con i loro denti. Si trovano lungo le coste dell’Antartide e delle isole sub-antartiche, dove possono trovare facilmente il cibo di cui hanno bisogno.

Gli esemplari femminili sono più grandi di quelli maschili.

Elefante marino del sud (Southern elephant seal)

A parte le balene, il più grande mammifero marino

un elefante marino del sud sulla spiaggia

Info in breve
Nome scientifico: Mirounga leonina
Lunghezza media: 2,6-3 m le femmine e 4,2-5,8 m i maschi
Peso: da 400 a 900 kg (femmine) e 2.200-4.000 kg i maschi
Vita media: 21 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

Gli elefanti marini del sud sono le foche più grandi del pianeta, ma devono il loro nome a una sorta di corta proboscide che hanno gli esemplari maschi con il quale emettono suoni simili a ruggiti.

I maschi dominanti si circondano di un harem di anche 50 femmine che difendono ferocemente dai concorrenti. Gli scontri brutali tra maschi sono uno spettacolo ricorrente durante la stagione degli amori.

Se vuoi vedere gli elefanti marini cerca una crociera che visiti anche la Georgia del Sud, dal momento che si trovano esclusivamente nelle isole sub-antartiche.

Gli elefanti marini sono stati cacciati fin quasi all’estinzione per l’olio che si produce dal loro grasso, ma finalmente si è riusciti a proteggerli maggiormente.

Balene

I giganti dei mari si riversano nelle acque antartiche durante l’estate australe in cerca del krill che costituisce la loro dieta principale.

Inizierai già a vederle a novembre, ma il picco si raggiunge verso febbraio e marzo.

Ecco alcune delle balene che potrai osservare durante la tua visita in Antartide.

Megattera (humpback whale)

Migra per quasi 10.000 km

due megattere in una baia in antartide

Info in breve
Nome scientifico: Megaptera novaeangliae
Lunghezza media: 13-16 m
Peso: da 25 a 30 tonnellate
Vita media: 45-50 anni
Categoria IUCN: minor preoccupazione

Questi maestosi giganti sono dei grandi viaggiatori, dal momento che si fanno quasi 10.000 km durante la loro migrazione annuale dai luoghi di riproduzione più a nord all’Antartide, dove si trasferiscono per le acque pescose ricche di piccoli pesci, crostacei e krill.

Le megattere viaggiano in piccoli gruppi e usano tattiche di caccia “cooperativa” per radunare grossi gruppi di krill che poi inghiottono più facilmente. Filtrano l’acqua usando gli enormi fanoni.

Le humpback sono un po’ più robuste e tozze rispetto ad altre balene e si muovono anche più lentamente. Le femmine crescono generalmente più dei maschi, come accade per tutte le specie di balenottere.

Le megattere sono curiose, quindi spesso potrai osservarle da vicino durante una crociera perché saranno meno infastidite dalla presenza della nave o dei gommoni.

Balenottera minore antartica (Southern minke whale)

Piccola e timida

una balenottera minore antartica in Antartide

Info in breve
Nome scientifico: Balaenoptera bonaerensis
Lunghezza media: 7-8 m
Peso: da 4 a 5 tonnellate
Vita media: 30-50 anni
Categoria IUCN: quasi minacciato

La southern minke è una delle balene più piccole. Anche loro sono dotate di fanoni con i quali filtrano l’acqua marina per ingurgitare krill e piccoli pesci.

Sono più timide delle megattere: infatti potrai avvistarle mentre si immergono per poi restare sott’acqua a lungo.

Le balenottere minori antartiche erano preda delle baleniere giapponesi fino al 2019 e infatti sono considerate quasi minacciate secondo la classificazione internazionale.

Orca (Killer whale)

Il predatore più temibile

un gruppo di orche in Antartide

Info in breve
Nome scientifico: Orcinus orca
Lunghezza media: 7-10 m
Peso: fino a 6 tonnellate
Vita media: 50-80 anni
Categoria IUCN: carente di dati

Sebbene siano classificate come balene, le orche fanno tecnicamente parte della famiglia dei delfini.

Si tratta di uno dei più temibili predatori al mondo e si nutrono di pesci, foche e persino altre balene.

Conosciute per la loro straordinaria intelligenza, le orche cacciano in branchi fino a 40 individui. Comunicano tra di loro con suoni peculiari di ogni branco che sono tramandati di generazione in generazione. Hanno tattiche di caccia di gruppo molto avanzate che le rendono tra gli animali più intelligenti del pianeta.

Non è sempre facile vederle durante un viaggio in Antartide, ma quando ti capiterà, sarà un’esperienza incredibile. Le potrai vedere mentre migrano attraverso i canali della penisola antartica, oppure mentre girano intorno agli iceberg pianificando la caccia delle foche che vi riposano. Guarda il video qua sotto per capire la loro ingegnosità!

Ci sono tre tipi di orche in Antartide:

Tipo A: la più grande delle orche dell’Antartide, predilige il mare aperto e si nutre principalmente di minke whale.

Tipo B: la loro area di caccia è la banchisa, nutrendosi prevalentemente di foche di Weddell e possibilmente anche di pinguini. Hanno una caratteristica colorazione un po’ giallastra sulle loro macchie bianche a causa di alcune alghe presenti nell’acqua.

Tipo C: la più piccola orca dell’Antartide, viene tipicamente avvistata tra nella zona del mare di Ross e mangia principalmente pesce. Anche loro hanno le macchie giallastre come quelle di tipo B.

Balenottera azzurra antartica (Blue whale)

Il più grande mammifero conosciuto ad aver mai abitato sulla Terra

balenottera azzurra

Info in breve
Nome scientifico: Balaenoptera musculus
Lunghezza media: 25-27 m
Peso: da 110 a 130 tonnellate
Vita media: 80-90 anni
Categoria IUCN: in pericolo

Non è sempre facile capire le vere dimensioni di una balenottera azzurra e per darti un’idea di quanto è speciale: il suo cuore è grande come una macchinetta dei campi da golf, pesante come un’utilitaria e puoi sentirlo battere a 5 km di distanza; l’enorme lingua può pesare quanto un elefante; il loro richiamo è così forte che si calcola possa essere sentito a più di 1.500 km di distanza.

La balenottera azzurra si nutre esclusivamente di krill, di cui consuma quasi quattro tonnellate al giorno. Sono animali generalmente solitari e vivono da soli o in coppia.

Nel XIX secolo era quasi in via d’estinzione per la caccia senza regole a cui era sottoposta. Attualmente, nonostante rimanga una specie in pericolo di estinzione, gli scienziati sono ottimisti sulla ripresa della specie, grazie ai maggiori avvistamenti in zone dove non si vedevano da più di un secolo.

Quali animali sono in pericolo in Antartide?

Ci sono alcune specie che sono a rischio estinzione a causa, soprattutto, del cambiamento climatico.

Qui sotto troverai gli esempi più celebri (purtroppo):

Albatros

Gli animali più a rischio in Antartide sono gli albatros. Sono minacciati innanzitutto dai cambiamenti nella concentrazione del cibo dovuti al cambiamento climatico, ma anche ai disastri causati dall’uomo come le fuoriuscite di petrolio o i pericoli dovuti a plastica e reti in mare.

Due specie che molto probabilmente incontrerai durante il tuo viaggio in Antartide sono classificati come “vulnerabili” per la IUCN: l’albatro urlatore e l’albatro reale de sud.

Pinguini

Secondo la IUCN, i pinguini antartici sono classificati come:

  • Minor preoccupazione: pinguino di Adelia, pigoscelide antartico, Gentoo e reale
  • Quasi minacciati: pinguino imperatore e di Magellano
  • Vulnerabili: eudipte ciuffodorato (o macaroni penguin) e pinguino saltarocce australe

Ciò significa che gli ultimi due sono a un passo dal diventare “in pericolo”.

Balene e foche

Le foche e le balene antartiche sono state cacciate per molto tempo, portandole quasi all’estinzione nel XVIII e XIX secolo. Mentre la caccia alle balene è terminata ufficialmente nel 1972, si sono registrate attività fino al 2019.

Oggi le megattere prosperano e non sono considerate a rischio. Tuttavia altre specie, inclusa la maestosa balenottera azzurra, ci mettono più tempo a raggiungere un numero sicuro di esemplari.

La balenottera azzurra e quella boreale sono infatti entrambe in pericolo, nonostante la loro popolazione sia in aumento.

Nonostante le foche siano state portate quasi all’estinzione dai cacciatori, quasi tutte le specie hanno ormai una popolazione fiorente che affolla le coste antartiche e sub-antartiche durante la stagione riproduttiva. Tutti gli esemplari sono infatti classificati come “meno preoccupanti”.

A causa della difficoltà di accedere a molte zone dell’Antartide, ci sono molte specie di cui gli scienziati sanno ancora molto pochi. Addirittura potrebbero essercene alcune ancora da scoprire.

Come si sono adattati gli animali all’Antartide?

Le condizioni climatiche in Antartide non sono certamente tra le più semplici. L’inverno australe dona sei mesi di oscurità con temperature che scendono anche ai -60°C. Mentre gli uomini potrebbero indossare una giacca (ben) calda e una lampada per sopravvivere, gli animali antartici hanno dovuto adottare un approccio diverso, con alcuni cambi di abitudini che permettono loro di prosperare anche in questo clima così rigido.

Sfruttamento del mare

Mentre il continente antartico è arido, spazzato da venti forti e coperto di ghiaccio, il mare che lo circonda brulica di vita.

Tutti gli animali antartici, tranne alcuni minuscoli invertebrati e un uccello, trascorrono la maggior parte della loro vita nutrendosi nelle acque antartiche, dove sono protetti dalla rigidità del clima in superficie. Inoltre, molti migrano a nord durante l’inverno.

I pinguini e le foche si trascinano a terra solo per riprodursi, allevare i cuccioli, riposare e fare la muta.

Vedere al buio

Le foche antartiche hanno occhi grandi che permettono di cacciare sotto il ghiaccio e in condizioni di scarsa illuminazione. La foca di Ross può arrivare ad avere occhi con un diametro di 7 cm!

Le foche sono anche dotate delle vibrisse, i loro baffi che funzionano come piccole antenne che le aiutano a puntare la preda anche senza vedere o sentire. Infatti i baffi rilevano il movimento delle prede nell’acqua a una distanza maggiore di quella che le foche possono vedere o sentire.

Gli scienziati non sono ancora sicuri di come i pinguini caccino nell’oscurità, ma sospettano che la bioluminescenza di alcuni calamari, crostacei e pesci possa guidarli verso la preda.

Come fanno gli animali a riscaldarsi in Antartide?

Con temperature che arrivano ai -60°C, come fanno gli animali a mantenere il calore corporeo in Antartide?

Grasso, pelliccia e piume

I pinguini e le foche si tengono al caldo con strati di grasso. La maggior parte delle foche antartiche si affida interamente a questi spessi strati di grasso per mantenere una temperatura accettabile. Altre, invece, adottano una soluzione diversa, sfoggiando pellicce altamente efficienti composte da due parti: un sottopelo denso, resistente all’acqua e isolante e dei peli esterni più grossolani e lunghi che proteggono lo strato inferiore.

I pinguini non si affidano interamente al grasso per proteggerli, ma hanno anche quattro diversi tipi di piume, con quello più esterno che funge da protezione impermeabile agli strati isolanti sottostanti.

L’unione fa la forza

Tra i pinguini, solo l’imperatore si riproduce in Antartide durante l’inverno. Si riuniscono in enormi gruppi in cui ogni esemplare prende il suo posto con precisione matematica per massimizzare il calore nel mezzo del gruppo. Si alternano nel posizionarsi all’esterno del gruppo, spostandosi poi gradualmente verso il centro dove le temperature possono arrivare fino ai 37°C.

Antigelo

Il pesce ghiaccio dalla pinna nera ha proteine antigelo nel sangue che ne impediscono il congelamento, anche quando la temperatura dell’acqua scende sotto gli 0°C.

Cosa succederebbe se l’Antartide si sciogliesse?

Il riscaldamento della Terra e dell’Antartide avrà un profondo impatto sugli animali che vi abitano. Mentre alcune specie possono migrare o adattarsi, altre faranno più fatica.

Secondo la maggior parte della comunità scientifica siamo di fronte a un possibile scenario in cui la maggior parte delle specie saranno sotto molta pressione a causa dello scioglimento dei ghiacci antartici. Le poche note positive per quegli animali che troveranno nuove opportunità o habitat non compenseranno le perdite che saranno ingenti.

Il krill antartico che è alla base della catena alimentare è a rischio e quindi molti pinguini seguiranno a ruota.

Ma c’è speranza.

In passato i mari di Ross e Amundsen fungevano da “rifugi glaciali” sulla Terra in fase di riscaldamento e alcuni studi suggeriscono che potrebbero svolgere la stessa funzione in futuro. L’istituzione dell’Area marina protetta del mare di Ross nel 2017 è un passo importante per la protezione di questi habitat vitali mentre l’Antartide tende a riscaldarsi.

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